L’intervista

ASD Ostuni 1945: «Dipende tutto da noi». La parola al capitano Petruzzella

In questa intervista il capitano della squadra gialloblù condensa opinioni tecniche, stati d’animo e speranze a sole cinque giornate dalla fine del campionato di Promozione

Calcio
Ostuni domenica 18 marzo 2018
di Domenico Triarico
ASD Ostuni 1945: «Dipende tutto da noi». La parola al capitano Petruzzella
ASD Ostuni 1945: «Dipende tutto da noi». La parola al capitano Petruzzella © n.c.

La voce del capitano è sempre quella che infonde più saggezza e che esprime al meglio le sensazioni della squadra. A cinque giornate dal termine del campionato, l’Ostuni occupa la seconda posizione a -1 dal Brindisi e il suo numero 9 e condottiero di tante battaglie, Salvatore Petruzzella, ci racconta il suo stato d’animo e le speranze della squadra.

La sua esperienza l'ha portata a essere nominato capitano alla sua prima stagione in gialloblu. Quali sono state le difficoltà del farsi portavoce e rappresentante di un gruppo totalmente rinnovato?

«Non ho avuto grossi problemi. Certo, c’è stato qualcuno che ha peccato di inesperienza, ma fortunatamente questo è un gruppo fatto di ragazzi umili e sono riusciti a capire come si vive lo spogliatoio».

Grazie ai suoi quattordici gol in campionato, lei è il capocannoniere del girone. Se lo aspettava?

«Ero certo che con l'aiuto di tutta la squadra avrei potuto fare qualcosa in più».

Quale di questi quattordici centri ricorda con più piacere?

«Tutti, dal primo all’ultimo, perché mi hanno permesso di contribuire a raggiungere un traguardo che definirei inaspettato»!

Il vostro è stato un percorso invidiabile. Vi è mancato qualcosa?

«Sicuramente, quando era il momento di fare il salto di qualità, è mancata l'esperienza».

L'ultima partita contro Racale ci ha finalmente mostrato tutte le buone doti di Mirko Loscalzo. Si è definitivamente sbloccato?

«Io credo che ognuno di noi abbia un proprio percorso calcistico. A giudicare da quello che vedo, si impegna durante gli allenamenti è giovane e ha tanto da migliorare. Spero che inizi ad acquisire autostima e soprattutto a sentire la fiducia dei compagni»!!!

È anche vero, però, che in terra tarantina la vittoria è stata ottenuta in maniera sofferta. Possiamo dire che, al di là dei tre punti conquistati, a questa squadra serva qualcosa in più per puntare alla promozione diretta?

«L'esperienza, la cattiveria agonistica, la determinazione e la voglia di emergere»!

Delle prossime cinque, qual è la sfida che teme maggiormente?

«Tutte. Lo dissi già tempo fa, quando la situazione era la stessa. Saranno 5 finali».

Quale può essere la vera arma in più di questa squadra?

«L’ignoranza (nel senso buono del termine)».

Come arrivate alla sfida contro il Talsano? Che partita si aspetta, in virtù di quella che è stato il match d'andata?

«Dipenderà solo da noi.... come nella vita, ognuno è artefice del proprio destino».

Come di consueto, terminiamo con un tema riguardante il calcio professionistico. Negli ultimi giorni, il terzino del Paris Saint-Germain, Dani Alves, ha rilasciato dichiarazioni molto forti, in cui affermava di essersi quasi disamorato del calcio, non trovandovi più quelle qualità umane che caratterizzavano questo sport e che hanno pian piano ceduto il passo al business. Lei come crede che si possano ritrovare questi valori? Secondo lei, i professionisti dovrebbero prendere spunto dai dilettanti in questo?

«La differenza tra noi e loro è che, per arrivare a certi livelli, oltre ad aver talento, devi essere una persona predisposta all'umiltà e al sacrificio e con grande determinazione. Noi dilettanti viviamo alla giornata e per quanto tu possa avere gli stessi valori rimarrai sempre nel dilettantismo. Non posso che dare ragione a ciò che dice Dani Alves, grande giocatore, ma l'emozione che provano loro ogni domenica è uguale a quella che proviamo noi dilettanti».

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