Calcio a 5

Olympique pareggia con Castellaneta

L'amichevole finisce 2-2. Basile: «Soddisfatto, ma serve più lucidità»

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Ostuni giovedì 06 settembre 2018
di La Redazione
Olympique Ostuni-Castellaneta C5. 2-2
Olympique Ostuni-Castellaneta C5. 2-2 © Ricky Ferri

Finisce 2-2 l'amichevole tra l'Olympique Ostuni e il Castellaneta C5.

La cronaca
Al Palagentile, i Warriors sono chiamati ad affrontare il Castellaneta, fresco di ripescaggio in Serie C1, in un’amichevole volta a mettere a frutto quanto provato nei primi allenamenti stagionali. Privato di capitan Fiorentino, costretto ai box per un risentimento muscolare, Basile getta nella mischia tutti i nuovi acquisti. La prima parte di gara vede un Castellaneta totalmente chiuso nella propria metà campo, che concede pochi spazi di manovra a Salamida e compagni.

L’Olympique fatica a tessere una trama di gioco e, gradualmente, la linea difensiva degli ospiti si alza, permettendo a questi ultimi di creare non pochi grattacapi a Bussunda, costretto un paio di volte ad intervenire in seguito ad altrettante ripartenze fulminee in contropiede degli avversari. L’Ostuni reagisce grazie a Salamida, protagonista della prima, vera occasione da rete per i gialloblu; sugli sviluppi di una punizione di Ferri, il bomber dei padroni di casa interviene in spaccata sul pallone ma la sua deviazione finisce, sfortunatamente, sul palo. Il Castellaneta inizia a tremare e l’Olympique, inevitabilmente, ne approfitta con Ferri, Lisi e Salamida che, uno dopo l’altro, creano problemi alla retroguardia rossoblù. Questi ultimi, tuttavia, non restano con le mani in mano ed impegnano ancora Bussunda, testandone l’abilità nel piazzamento e nell’uno contro uno. La svolta arriva al 19’, quando Salamida con un gran numero salta l’uomo nei pressi dell’area avversaria e serve Ferri il quale, a tu per tu con l’estremo difensore ospite, la insacca sotto la traversa per il vantaggio gialloblù.

L’Olympique fa il bis cinque minuti dopo con Lisi che, sugli sviluppi di un corner, riceve palla al limite dell’area e la piazza sul primo palo. Si va negli spogliatoi sul risultato di 2-0, perfettamente rispecchiante l’andamento della gara. Al rientro in campo la musica cambia.

Il Castellaneta mostra un piglio molto più propositivo rispetto alla prima frazione, con i padroni di casa che subiscono il forte pressing dei rossoblu. La difficoltà nei disimpegni e nella gestione palla si palesa quando Lisi, fino ad allora autore di una prestazione impeccabile, perde un pallone sanguinoso in area di rigore ed è costretto ad atterrare l’attaccante ospite. Il direttore di gara indica il dischetto, decretando così la massima punizione, che viene puntualmente trasformata, permettendo al Castellaneta di accorciare le distanze. L’Ostuni tenta di riprendere il controllo del match con il solito Salamida che, con una volée centra in pieno l’incrocio dei pali, sfiorando l’eurogol.

Tuttavia, l’Olympique dimostra di soffrire molto in fase di impostazione e, pochi minuti più tardi, permette all’esterno del Castellaneta di compiere indisturbato una discesa sulla sinistra, con Bussunda che esce troppo frettolosamente per ingaggiare un uno contro uno evitabile e facendosi sorprendere con un preciso diagonale. Pareggio che fa storcere il naso e che aizza gli ospiti che colpiscono due legni prima della conclusione defintiva della gara.

Il commento
Un’amichevole che mette in mostra una squadra attrezzata per fare bene, ma che deve oliare dei meccanismi essenziali nell’economia di una partita. A fine partita mister Basile dichiarerà: «Sono molto soddisfatto, anche perché c’è ancora molto da lavorare sul piano tecnico e tattico. Manca ancora un po’ di lucidità sotto porta. Sono state due settimane di preparazione atletica e c’è ancora qualcosa da sistemare. Certo, il pallone è stato già adoperato, ma alcune cose vanno approfondite. Per quanto riguarda gli infortunati, credo che a breve avrò a disposizione il roster completo. Fiorentino è reduce da un lieve disturbo muscolare, ma a giorni dovrebbe tornare, così come Zaccaria. I nuovi acquisti? Non ho avuto vita difficile nell’amalgamare il gruppo. C'è coesione».

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