Luci ed emozioni

L’opera dell’ostunese Luigi Console, protagonista in Australia del Festival VividSydney

Ha fatto rientro qualche giorno fa il visual designer ostunese che ha realizzato, in coppia con la collega Valentina Novembre, un’opera inserita in uno dei Festival dedicati alla luce tra i più importanti al mondo

Spettacolo
Ostuni domenica 04 giugno 2017
di Paola Loparco
L’opera dell’ostunese Luigi Console, protagonista in Australia del Festival VividSydney
L’opera dell’ostunese Luigi Console, protagonista in Australia del Festival VividSydney © Luigi Console

Dal 27 maggio fino al 17 giugno al Festival Internazionale di luci “VividSydney” sta andando in scena l’amore, quello vero, sublimato nell’installazione luminosa di Luigi Console e Valentina Novembre. Il Festival quest’anno prevede di accogliere più di tre milioni di visitatori da tutto il mondo, pronti a convergere nella capitale australiana per ammirare oltre trenta installazioni di light art e performance di video mapping, a cura di artisti provenienti da tutto il mondo. A Luigi e Valentina l’onore e l’onere di rappresentare l’Italia, dato che la loro è l’unica opera d’arte selezionata per il concorso, proveniente dal belpaese. Potendo contare su sponsor del calibro di Ford, Huawei, Google, Canon, Sydney Airport, Destination NSW e Coca Cola, “VividSydney” offre la possibilità di assistere a uno show straordinario e di interagire con diverse installazioni. Never Ends (senza fine), l’opera del visual designer ostunese e della relational designer nocese, è proprio una di queste.

Al centro della scena c’è un cavalluccio su molla che si anima di luce soltanto quando la gente interagisce con esso. L’opera è composta da una pedana di circa 4 metri di diametro, con al centro un cavallo su molla capace di sostenere un peso di massimo 130 Kg.

«Il cavalluccio rappresenta il gioco, la spensieratezza, la fantasia. – dichiarano Luigi Console e Valentina Novembre – L'installazione vuole far giocare e meravigliare perché siamo certi che se gli adulti continueranno a coltivare la fanciullesca gioia del gioco, il mondo non potrà che essere migliore. L'installazione vive solo se la gente interagisce con la stessa. Abbiamo immaginato un cavalluccio al centro di uno spazio spento e fermo. Il cavalluccio è un cavalluccio normale, di quelli che si possono trovare in un parco giochi, non si illumina e sembra lì fermo. Nel momento in cui una persona ci sale e inizia a dondolarsi però è magia, e tutto cambia. Intorno iniziano ad accendersi luci sulla pedana, fino a quel momento spenta, e si crea un’ambientazione quasi fiabesca con al centro la persona sul cavalluccio. Quando una persona smette di dondolarsi, tutto ritorna spento.

Questa opera, realizzata in collaborazione con Daniele Motolese (Direttore Tecnico), Patrizio Mozzicafreddo (Structural Designer) e Piero Aiuola (Software Engineer), rappresenta per noi un'esortazione a riscoprire un sano piacere per l'evasione del gioco, per il lasciarsi andare e per la riscoperta della bellezza di essere bambini. Crediamo che gli adulti debbano ritrovare il gusto di meravigliarsi per apprezzare al meglio quello che li circonda ogni giorno. La vita è ricca di cose belle da vedere, da vivere e da scoprire, spesso siamo distratti e non riusciamo a coglierle.

Mettere la gente su un cavalluccio a dondolo, farla giocare e farla meravigliare ci sembra il giusto modo per onorare la bellezza della vita e della sua continua scoperta che non finisce mai».

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