Denunciato il legale rappresentante della ditta

Pilone, l'Arpa conferma: valore oltre la norma di uno dei parametri analizzati

Un Comunicato della Guardia Costiera rende noti i risultati ufficializzati dall'Arpa Puglia dopo le analisi effettuate sulle acque di aggottamento scaricate in mare sulla spiaggia del Pilone. Superato uno dei parametri

Cronaca
Ostuni sabato 31 marzo 2018
di La Redazione
Pilone, l'Arpa conferma: valore oltre la norma di uno dei parametri analizzati
Pilone, l'Arpa conferma: valore oltre la norma di uno dei parametri analizzati © Guardia Costiera

I risultati resi noti dall’Arpa Puglia, dopo l’analisi dei campioni dell’acqua di aggottamento, hanno confermato il superamento di un parametro oltre i limiti previsti dalla legge. Sarebbe questo il motivo per cui sono stati interrotti i lavori della vasca di sollevamento liquami che Acquedotto Pugliese, con l’avallo della Regione Puglia, sta costruendo a pochi metri dalla spiaggia del Pilone- Torre San Leonardo.
Avevamo documentato che, nei giorni 15 e 16 marzo,il cantiere era stato gradualmente smantellato, portando via gli escavatori e le pompe, in seguito al clamore suscitato dalle foto che mostravano l’acqua del mare divenuta marrone e limacciosa, provocato dallo scarico in mare delle acque di aggottamento, autorizzato dalla Provincia di Brindisi.

Adesso la Guardia Costiera di Brindisi rende noto con un comunicato che, in seguito ai risultati dell’Arpa, il personale del Nopa (Nucleo Operativo di Polizia Ambientale) ha denunciato all’autorità giudiziaria il legale rappresentante della ditta che sta realizzando i lavori per conto di Acquedotto Pugliese.

Ggiovedì 15 marzo i militari della Guardia Costiera erano intervenuti sul cantiere, insieme al personale dell’Arpa Puglia, documentando l’alterazione della colorazione del mare sulla spiaggia del Pilone-Torre San Leonardo. In quell'occasione i tecnici dell'Arpa avevano prelevato dei campioni di acqua per farli analizzare.

Qualche giorno prima, gli stessi militari avevano sequestrato una porzione di aria demaniale nei pressi del cantiere che era stata abusivamente occupata con del materiale cementizio.

Dopo il sopralluogo di Nopa e dell'Arpa, il 15 marzo scors il titolare dell'azienda appaltatrice aveva bloccato i lavori in attesa di conoscere gli esiti delle analisi dei campioni prelevati. Lo scarico temporaneo in mare delle acque di aggottamento, provenienti dallo scavo principale dell'opera, era stato autorizzato dalla Provincia di Brindisi, subordinandolo tuttavia alla decantazione e al contenimento dei parametri entro i valori di legge. Adesso i risultati delle analisi effettuate dall'Arpa confermano il superamento dei “parametri di solidi sospesi, colorazione e materiali grossolani”. Tutti gli altri valori invece rientrano nei limiti.

A seguito della segnalazione, il Servizio Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi, ha provveduto immediatamente a sospendere l'autorizzazione allo scarico per dieci giorni, previa diffida ad effettuare lo scarico delle acque, in difformità dei limiti tabellari e a sanzionare l'azienda appaltatrice.

Nella mattinata di ieri, venerdì 30 marzo, i miliari della Guardia Costiera hanno depositato in Procura un’informativa di reato per le violazioni degli articoli 101 e 107 comma 5 del Decreto Legislativo 152/2006, il provvedimento nazionale di riferimento in materia di valutazione di impatto ambientale.


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