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La bufala del gelato artigianale che «causa la Seu»: partita la denuncia contro ignoti

Il testo, diffuso sui social e su Whatsapp, portava la firma del medico fasanese Antonio Scianaro, che ha prima smentito di aver diffuso il messaggio e poi ha presentato una denuncia contro ignoti

Attualità
Ostuni domenica 11 giugno 2017
di La Redazione
La bufala del gelato artigianale che «causa la Seu»: partita la denuncia contro ignoti
La bufala del gelato artigianale che «causa la Seu»: partita la denuncia contro ignoti © web

Dalle chat di Whatsapp alla caserma dei carabinieri. È il percorso fatto dal messaggio - divenuto virale - che nei giorni scorsi ha messo in guardia chiunque dal consumare gelato artigianale in seguito alla morte di una bimba altamurana di appena 15 mesi, affetta da Seu (Sindrome emolitica uremica). Nel messaggio si leggeva: «Ragazzi non mangiate gelato artigianale perché è stato venduto del latte non pastorizzato e ad Altamura una bambina è morta e l'altra è in condizioni gravi, mentre a Montalbano ieri una signora dopo aver mangiato un gelato è stata ricoverata con urgenza a Matera e adesso è in fin di vita! Questa malattia si chiama Seu ed è la causa di questo latte non pastotizzato quindi fate attenzione!». Il testo del messaggio ha scatenato allarmismi tra chi lo ha ricevuto, che ha continuato a dffonderne il contenuto credendo nella sua vericidità.

Il testo portava la firma del medico e politico fasanese Antonio Scianaro che -seppur non citato chiaramente nel messaggio e dopo essere stato sommerso di richieste di chiarimenti - ha prima smentito di essere l'autore di quelle dichiarazioni e poi ha presentato denuncia-querela contro ignoti per evitare falsi e facili allarmismi tra la gente.

Nel frattempo, sui campioni del gelato conservato in frigorifero dalla famiglia di Altamura e prelevati dai tecnici della Asl e dai Carabinieri del Nas di Bari sono stati eseguiti degli esami che hanno dato esito negativo. Nel gelato analizzato non sarebbe stata trovata alcuna traccia del batterio incriminato, responsabile dell'insorgenza della sindrome nei due bambini altamurani; nessuna traccia neanche nell'acqua del Comune di Altamura, anch'essa analizzata. La risposta che si attendeva da giorni non è stata quindi risolutiva.

Intanto, dopo il sospetto del terzo caso in Puglia, il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Bari ha diffuso una nota per rafforzare la comunicazione istituzionale in favore delle misure per difendersi dalla Seu. Sono state chiarite le linee guida generali da seguire: a firmarle sono il direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli, e il direttore generale dell'Asl Bari, Vito Montanaro. «Invitiamo tutti a seguire le norme – igienico sanitarie sempre valide: lavarsi le mani molto spesso, evitare il consumo di carne cruda e di latte non pastorizzato».

Vorrei ricordare a tutti i genitori- aggiunge Montanaro – che all’inizio dell’estate sono molto diffusi casi di dissenterie tra i bambini. Invito pertanto tutti a mantenere la calma: l’infezione in questione prevede sempre tracce di sangue nelle feci. Diversamente si tratta di falso allarme“.

Migliorano intanto le condizioni del bambino di 18 mesi di Fasano, risultato positivo al batterio dell'Escheria Coli, ricoverato nell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

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