La rivoluzione cristiana

Le parole di Enzo Bianchi tonano a coinvolgere la comunità cattolica

Il fondatore della Fraternità di Bose è stato ascoltato presso la sede ostunese da tantissimi fedeli giunti da tutta la Regione

Attualità
Ostuni lunedì 06 giugno 2016
di Paola Loparco
Le parole di Enzo Bianchi tonano a coinvolgere la comunità cattolica
Le parole di Enzo Bianchi tonano a coinvolgere la comunità cattolica © OstuniLive.it

Enzo Bianchi, colui che ha dato inizio all’esperienza monastica delle comunità laiche, che si riconoscono nella Chiesa cattolica, ha tenuto ieri nella sede della Fraternità di Bose in Ostuni il suo consueto incontro con la comunità locale. Scrittore e giornalista, Enzo Bianchi ha intrattenuto i presenti, qualche centinaia di persone, con un lungo e appassionante commento all’ultima enciclica di Papa Francesco, “Amoris Laetitia”.

«Quello di cui la Chiesa deve occuparsi sono le storie d’amore – dice Enzo Bianchi – quindi dell’inclusione di separati e divorziati, delle famiglieatipiche” e degli omosessuali. Il mondo è cambiato, bisogna comprendere che la sessualità è cambiata. Per fortuna nessuno dice più che l’omosessualità è una malattia, ma resta il fatto che è sicuramente un enigma che tutti devono accettare. Infierire su quelle che sono delle persone già messe alla prova dalla vita, è pura cattiveria integralista. Bisogna imparare una nuova grammatica antropologica, ricordare che il cristiano ha un profondo rispetto per il mistero della persona, della vita altrui, attua e professa la carità umana.

Per questo ritengo che il Governo abbia fatto bene a riconoscere le unioni civili, perché chiunque ha diritto di amare ed essere amato. Ugualmente la comunità cristiana e la Chiesa devono accogliere le persone divorziate, come fedeli che vanno accompagnati, aiutati a capire e integrati.

È compito della Chiesa e dei suoi Pastori includere, piuttosto che mettere ai margini; seguire prove e difficoltà dei soggetti che si trovano nella situazione di dover venire meno al giuramento del matrimonio. Il buon pastore aiuta a discernere, ovvero a operare secondo la propria coscienza.

Nella Chiesa Cattolica invece negli ultimi decenni è stata vietata la libertà di coscienza, ogni libera scelta veniva condannata a priori, e ci vorrà ancora molto tempo per abituare le nuove generazioni ad agire secondo coscienza. Dobbiamo cambiare prospettiva in maniera critica, comprendere che l’eucarestia non è un premio per i cristiani forti, ma per i fedeli deboli, se non sono guidati dalla consapevolezza.

Esercitare la propria coscienza significa vivere un fede matura. Chi ha coscienza non ha paura di niente e di nessuno e va avanti con la schiena dritta. La nostra consapevolezza è il dono più grande di Dio, cosa che purtroppo, per centinaia di anni, ci è stato tenuto nascosto».

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I commenti degli utenti
  • holden71 ha scritto il 10 giugno 2016 alle 08:21 :

    Signori, avete ragione a dire che Enzo Bianchi dice cose assurde, ma considerate due aspetti: è stato promosso dal papa attuale e in molti punti la linea dettata dal pontefice è analoga a quaella di Bianchi (forse in tutti). Come la mettiamo? Colpire il Bianchi per non andare al cuore del problema? Rispondi a holden71

  • Marco Chinellato ha scritto il 09 giugno 2016 alle 18:29 :

    Signor Bianchi, dato che anche se ti vesti e ti atteggi da frate non lo sei, ne sei un prete, vai a rileggerti il Vangelo dove Gesù dice che "Dio maschio e femmina li creò....e i due saranno una cosa sola" altro che promozione del l’omosessualità. Bianchi è uno dei tanti che del Vangelo prende solo i pezzi che vuole per farsi una religione a proprio uso e consumo. E quanti preti e Vescovi a osannarlo, che tristezza! Rispondi a Marco Chinellato

  • don Armando Maria Loffredi ha scritto il 09 giugno 2016 alle 09:33 :

    Ma questo pseudo abate nno parla da cristiano...Il Signore lo perdoni! Rispondi a don Armando Maria Loffredi

  • Paolo Pagliaro ha scritto il 06 giugno 2016 alle 20:28 :

    Non riconosco la mia fede cattolica in quanto dice questo signore. Nessuno gli ha dato l’autorità di ridefinire il cristianesimo, né per altro di stabilire per conto altrui cosa debba essere accettato circa la sessualità. Rispondi a Paolo Pagliaro

  • padre Mario Piatti icms ha scritto il 06 giugno 2016 alle 20:25 :

    E’ semplicemente assurdo e contrario al buon senso e alla Fede genuina sostenere una tesi come quella qui sopra riportata. Lo straordinario magistero di Giovanni Paolo II -che ha raccolto e riproposto, con ineguagliabile sapienza, una Tradizione di 2000 anni, che affonda le sue radici nella Rivelazione- stravolto e cancellato da queste "follie". Ho conosciuto e accompagnato persone, con tendenze omosessuali, alla riscoperta di sé e al matrimonio cristiano; ogni giorno tocchiamo con mano i drammi che nascono dalla separazione e dal divorzio; viviamo in un mondo "schiavizzato" da un richiamo ossessionante all’abuso della sessualità, con tutti i frutti perversi che sono sotto gli occhi di tutti e invece di impegnarci a formare le coscienze, a educare al vero valore della affettività , al senso naturale e soprannaturale del dono di se stessi, secondo Dio, abbracciamo "le mode" del momento. Rispondi a padre Mario Piatti icms

  • Ezio Frescaroli ha scritto il 06 giugno 2016 alle 14:56 :

    Le affermazioni di Enzo Bianchi non sono supportate da nessun riferimento al Magistero dellaChiesa Cattolica. Qui, per Enzo Bianchi la parola "coscienza" significa che in materia di morale e di religione, la dimensione soggettiva, l’individuo, costituisce l’ultima istanza della decisione senza riferimenti a criteri oggettivi. Significato diametralmente opposto a quello insegnato in Gaudium et spes, 16 e nel C.d.C.C. ai n. 1776-1802. In cui: “Coscienza” è capacità di verità dell’uomo, cioè la capacità di riconoscere proprio negli ambiti decisivi della sua esistenza – religione e morale – una verità, la verità; “Coscienza”è capacità dell’uomo di riconoscere la verità; “Coscienza”è dovere di incamminarsi verso la verità, di cercarla e di sottomettersi ad essa laddove la si incontra; “Coscienza” è obbedienza nei confronti della verità, che si mostra all’uomo che cerca col cuore aperto. Rispondi a Ezio Frescaroli