Una pietra contro l'oblio

Una pietra d’inciampo in ricordo di Antonio Ayroldi, vittima dell’eccidio delle Fosse Ardeatine

Apposta, questa mattina, la pietra d'inciampo in memoria di Antonio Ayroldi. A provvedere all'installazione l'artista tedesco Gunter Demnig, ideatore di questo speciale monumento collettivo, di fronte a una folla commossa

Attualità
Ostuni domenica 10 gennaio 2016
di Antonella Greco
Pietra d'inciampo in memoria del Maggiore Antonio Ayroldi
Pietra d'inciampo in memoria del Maggiore Antonio Ayroldi © @Ostunilive

L’orrore dello sterminio nazista e la barbarie della strage delle Fosse Ardeatine s’infrangono contro una pietra d’inciampo che reca, scolpito nell’ottone, il nome del Maggiore Antonio Ayroldi. Settantadue anni fa, il trentasettenne militare ostunese, giunto a Roma come volontario nel Regio Esercito e abbracciato la causa della Resistenza, fu una delle 335 vittime della follia nazista, uccise nel sanguinoso eccidio avvenuto il 24 marzo 1944.

Questa mattina, domenica 10 gennaio, una cerimonia toccante e partecipata ha visto apporre a Ostuni, dinanzi alla casa natale di Antonio Ayroldi in Corso Cavour n. 52, una ‘pietra d’inciampo’(Stolpersteine), un monumento originale e diffuso, ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le persone che hanno perso la vita a causa dell’aberrazione nazi-fascista. L'iniziativa nasce da una proposta di Pierangelo Buongiorno che, venuto a conoscenza delle Stolpersteine in Germania, ha proposto alla famiglia Ayroldi la posa della pietra d'inciampo dinanzi alla casa natale del loro congiunto.

Il patrimonio della memoria contro la disumanizzazione perpetrata dai crimini nazisti. Le ‘pietre d’inciampo’ che ricordano le vittime della deportazione fascista e nazista in tutta Europa sono 50 mila; 25 mila sono state apposte direttamente dalle mani di Gunter Demnig, che ha pensato a questo particolare sentiero della memoria affinché ogni caduto possa essere ricordato per la sua storia personale. “Ogni vittima- afferma l'artista- ha il diritto di essere ricordata con un monumento individuale. Tutte le volte che installo una nuova pietra provo una sensazione bellissima perché sento di poter dare ai parenti della vittima la possibilità di ritrovare quella persona. Coloro che sono morti hanno così una nuova occasione di ‘rivivere’ attraverso di essa”.

Assistere alla posa della mattonella in porfido, che reca in superficie la targa d’ottone, è stato un momento commovente, l’attimo perfetto in cui la memoria e il ricordo della vita del Maggiore Ayroldi hanno idealmente chiuso il cerchio di una vita di un giovane partigiano rimasta incompiuta e spezzata nel fiore degli anni. Quella pietra incastonata nel marciapiede, ai piedi della casa che ha visto Antonio Ayroldi bambino e poi adolescente, restituisce idealmente la coscienza a un’intera nazione che negli anni dello sterminio nazista ha visto scuotere e vacillare le sue fondamenta.

La cerimonia, dopo l'installazione della pietra, è cominciata con gli interventi del sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, che ha ricordato quanto sia importante coltivare il ricordo per fortificare il patrimonio della memoria, seguito da quello di Isabella Ayroldi, nipote di Antonio che, insieme a sua sorella Antonella, portano avanti il lavoro di sensibilizzazione e testimonianza iniziato da loro padre Carlo. Isabella, visibilmente emozionata, ha letto un messaggio di sua zia Isabella, sorella di Antonio, che vive a Roma e non ha potuto presenziare alla cerimonia, ma ha voluto essere comunque presente con il suo vibrante ricordo a un momento così importante per la sua famiglia. Si sono poi susseguiti i saluti di Annunziata Ferrara, dirigente scolastica del Liceo Classico e Scientifico “Pepe-Calamo” che ha ricordato l’importanza di questi accadimenti tragici nella memoria soprattutto delle giovani generazioni e l’intervento di un partigiano, che ha voluto prendere la parola per offrire la sua testimonianza.

Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, ci si è poi spostati a Palazzo di Città dove la cerimonia è continuata con la trasmissione di un video in ricordo del Maggiore Ayroldi, con una vecchia intervista audio del compianto fratello Carlo, intervallata dai canti partigiani eseguiti dai ragazzi del gruppo teatrale “Officina del Sole”, guidati da Alessandro Fiorella, e dalle letture dei ragazzi del Liceo Classico "Antonio Calamo", che appartengono al progetto “Persone libro” e che hanno interpretato alcune lettere scritte e ricevute da Antonio Ayroldi. A chiudere la cerimonia, l’appassionato intervento di Lidia Menapace, partigiana ultranovantenne che ha contribuito a scrivere un pezzo di storia dando il suo apporto attivo alla Resistenza. Nelle sue parole, una forza primigenia che conserva tutto l'ardore per la libertà, le ingiustizie e la fine delle dittature. “Non è un caso che oggi abbiamo voluto ricordare Antonio Ayroldi- spiega- non con un monumento ma con una ‘pietra d’inciampo’. Ognuno, al di là della sua età, ogni volta che calpesterà quel marciapiede e s’imbatterà in quella targa dovrà ricordare e ricordando negare l’obbrobrio di quegli anni e di quelle azioni, affinché non si ripetano mai più”.

A chiudere la cerimonia “Mare Nostrum”, un canto inedito presentato dai ragazzi dell’"Officina del Sole”, a suggellare una giornata in cui, grazie a una mattonella incastonata in un marciapiede, si è dato un importante contributo alla costruzione di una perenne memoria collettiva.
 

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