Giornata per la vita, la testimonianza dei coniugi Gravina

Andria
il 1 febbraio 2020 alle ore 19:15

L'incontro testimonianza si terrà sabato 1 febbraio alla la parrocchia Gesù Crocifisso alle ore 19:15

Indirizzo Parrocchia Gesù Crocifisso

Giornata per la vita, la testimonianza dei coniugi Gravina
n.c. © n.c.

Sabato 1 febbraio, in occasione della 42ª giornata nazionale della vita, l’ufficio diocesano per la pastorale della famiglia ha organizzato un incontro - testimonianza con Carolina e Giuseppe Gravina genitori di tre piccoli angeli. L’incontro si terrà alla la parrocchia Gesù Crocifisso di Andria alle ore 19,15. I coniugi Gravina ci racconteranno la loro esperienza di amore, di fede e di abbandono alla volontà di Dio. La loro esperienza è un inno alla vita.

Giastin, Rosaria e Cosimo, i tre fratellini Gravina di Foggia, sono nati con una grave patologia: amiotrofia spinale, malattia che impedisce la deambulazione autonoma e comporta importanti deficit respiratori.

Nascere e vivere con questa diagnosi è una croce molto difficile da accettare e da portare, sia per i bambini sia per i genitori, ma in casa Gravina queste tre creature l'hanno non solo accettata ma hanno vissuto ogni giorno col sorriso, vivendo pienamente secondo le loro possibilità e portando gioia ed entusiasmo per la vita Oltre alla voglia di vivere, al sorriso, Rosaria, Giastin e Cosimo hanno vissuto con fede autentica e amore la loro vita, come un dono e non come una disgrazia, fino alla fine quando sono tornati tutti e tre nell'Amore che li aveva pensati, creati e amati esattamente così.

Giastin era dotata di una simpatia ed ironia disarmanti, adorava sognare, per lei il sogno era la vita, era innamorata della vita nonostante quest’ultima non le avesse reso le cose tanto facili. Lei però non ha mai fatto della sua malattia un limite perché con la sua mente e la sua spiccata fantasia riusciva a realizzare, anche se non fisicamente, ogni piccolo desiderio che le passava per la testa. Ad esempio a Giastin sarebbe tanto piaciuto danzare ma le gambe non la reggevano in piedi, non erano le gambe di una ballerina. A lei non importava però perché diceva “a volte vorremmo essere migliori per gli altri, ma basta procurarsi un paio di ali e siamo perfetti per Dio, questa è l’unica cosa che conta”. Ecco come Giastin rendeva realizzabile anche l’impossibile. Il giorno del suo volo è salita dal suo Dio con un paio di scarpette da ballerina e così ha continuato il suo sogno anche dinanzi al suo grande “Amore”.