Gran finale di "PianOstuni 2017"

Stefano Bollani regala alla Città Bianca un viaggio emozionale nelle sonorità partenopee

Con "Napoli Trip", il noto pianista, accompagnato da Daniele Sepe, Nico Gori e Bernardo Guerra, ha omaggiato dinanzi a un pubblico folto e incantato la musica napoletana, regalando pathos ed ironia

Spettacolo
Ostuni sabato 12 agosto 2017
di Antonella Greco
Stefano Bollani
Stefano Bollani © Fabrizio Borrello

Le note di “Reginella” evocate da un pianoforte a coda nell’insolita e pittoresca scenografia di Viale Oronzo Quaranta, ai piedi del Torrione Trinchera, danno inizio allo spettacolo. Anche ad occhi chiusi si riconoscerebbe il tocco, inconfondibile e flautato di Stefano Bollani, che plana sui tasti con una grazia tutta sua. Uno dei più apprezzati pianisti italiani ha voluto iniziare così il suo “Napoli Trip”, un concerto che rappresenta un viaggio-omaggio a Napoli e alla sua musica e che ieri sera ha concluso la rassegna musicale “PianOstuni”, organizzata da Bass Culture, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e Cultura.

Sul palco accanto al pianista milanese, tre ottimi musicisti e compagni di viaggio: Daniele Sepe al sassofono e fiati, Nico Gori al clarinetto e Bernardo Guerra alla batteria. Il concerto nasce da un progetto musicale fortemente voluto da Bollani per raccontare, a modo suo, le sonorità partenopee miscelando tradizione e innovazione, innestando la musicalità del jazz su brani classici e popolari che raccontano la storia del capoluogo campano.

Sul palco si sono alternati momenti di pura maestria e virtuosismo, che hanno donato nuova vita a brani classici come ‘O Guappo ‘nnamurato di Raffaele Viviani e “Il bel Ciccillo” di Nino Taranto- deliziosamente reinventata- a intermezzi di pura goliardia e divertimento, tra i racconti di Daniele Sepe, piacevole e divertente affabulatore e le boutade di Bollani, guitto di classe nell’improvvisare e divertire il pubblico.

La sensazione è quella di assistere a una serata tra amici che si divertono a suonare, magistralmente; il folto pubblico presente applaude, si emoziona e si diverte. Il viaggio musicale alterna le esecuzione di note conosciute, a brani originali di Bollani, contenuti nell’album che dà il nome al concerto, come “Vicoli” e “Maschere”.

Complici un cielo stellato illuminato da una luna quasi piena e una serata calda ma non afosa, il viaggio musicale nella napoletanità offerto da Bollani cambia continuamente registro, lasciando che sia l’improvvisazione a tracciare la rotta.

Uno dei momenti più toccanti della serata, che si è conclusa con un acclamato bis, è stata l’esecuzione al piano solo di “Putesse essere allero”, uno dei gioielli musicali scritti da Pino Daniele, che Bollani ha saputo reinterpretare conservandone l’essenza ma regalandole un abito nuovo e poetico.



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