Aspettano i Giochi olimpici e paralimpici

Vittorio Brandi e Piero Suma ospiti d'onore a Palazzo di Città

Ostuni rende omaggio al tedoforo e all'atleta paralimpico, due simboli sportivi della Città bianca

Altri Sport
Ostuni sabato 30 dicembre 2017
di Salvatore Galizia
Ostuni saluta il tedoforo Brandi e l'atleta paralimpico Suma
Ostuni saluta il tedoforo Brandi e l'atleta paralimpico Suma © Salvatore Galizia

Esperienze uniche, imprese sportive e di straordinaria quotidianità che portano un po’ di Ostuni in giro per l’Italia ed oltre, varcando i confini nazionali per poi tornare a Ostuni e agli ostunesi in forma di successi o semplici racconti. La mattinata dello scorso venerdì appartiene a quei momenti di condivisione capaci quasi di far rivivere in prima persona ciò che il tedoforo Vittorio Brandi e l’atleta paralimpico Piero Suma raccontano con emozione. Nella cornice di Palazzo di Città l’amministrazione comunale, rappresentata dal vicesindaco Guglielmo Cavallo e dagli assessori Antonella Palmisano e Luigi Nacci, ha orgogliosamente omaggiato i due protagonisti sportivi attesi da un 2018 del tutto particolare.

«Siamo qui con due amici e ospiti graditissimi, l’atleta paralimpico Piero Suma e il tedoforo “bis” Vittorio Brandi – spiega in apertura della conferenza l’avv. Guglielmo CavalloL’occasione è data dalle imminenti Olimpiadi invernali che vedranno Vittorio svolgere il ruolo di tedoforo per la seconda volta. È un onore per la città di Ostuni che un cittadino ricopra un ruolo così significativo. Le Olimpiadi sono la manifestazione sportiva per eccellenza, la più significativa, non solo perché mette insieme tanti atleti di tanti paesi diversi, ma anche perché è così innestata nella storia del nostro mondo occidentale, che fin dai tempi remoti persino i conflitti venivano sospesi durante i Giochi. Dunque è sport certo, ma è anche vivere civile. Perciò essere tedoforo della più grande manifestazione sportiva al mondo è motivo di grande gratificazione.

Così come lo è la partecipazione del nostro concittadino Piero alle paralimpiadi. Non è da tutti vivere la propria situazione con un modo di fare propositivo che spinge a vincere le avversità. Lui è per tutti noi un simbolo, un esempio a cui dovremmo fare riferimento, soprattutto per chi si trova nelle situazioni di difficoltà come si trova lui: la sua esperienza deve far capire a tutti che è possibile ”uscire allo scoperto” e fare una vita al pari degli altri, se non migliore, senza negarsi nulla di quello che si farebbe se le cose fossero andate diversamente».

Il primo degli ospiti a prender parola è Vittorio Brandi, già tedoforo alle Olimpiadi di Londra 2012, che si prepara a riviere l’incontro con il fuoco olimpico anche in Corea del Sud fra pochi giorni, il giorno dell’Epifania per l’esattezza (diretta streaming su YouTube): «Vi ringrazio, ci tenevo tanto a questo saluto, sono molto legato ad Ostuni ed alla Puglia in generale. Sono delle grandi emozioni, dico sempre che bisogna provarle per capirne davvero lo spessore, perché quel simbolo, quell’oggetto, quando ti viene consegnato ti trasmette l’importanza dei valori che esprime. E poi non ti fermi più perché diventa un percorso di condivisione continuo, soprattutto con il target giovanile, con loro voglio condividere i valori dello sport, attraverso il supporto delle scuole e delle istituzioni».

Neanche il tenente dei Carabinieri nel ruolo d’onore Piero Rosario Suma ha bisogno di particolari presentazioni, soprattutto per i lettori di OstuniLive.it che ne ha spesso raccontato le imprese sportive. A partire dagli esordi con tanto di titolo di campione italiano nel rowing, proseguendo per i nove titoli centrati nell’ultimo anno con i lanci ad Ancona Isernia, e Rieti, senza tralasciare l’esperienze con il golf e quel para-badminton con cui ha vestito la maglia della nazionale al torneo internazionale di Tokio, preambolo delle prossime Paralimpiadi di Tokio 2020. Gli ospiti presenti a Palazzo San Francesco pendono dalle sue labbra durante il racconto di questi trascorsi, come è logico che sia quando chi parla riesce a trasmettere quella carica di un fiume in piena che ha dentro.

«Devo dire grazie al mio gruppo d’appartenenza, il Gruppo Sportivo Paralimpico per la Difesa del quale faccio onoratamente parte e per il quale non ci si avvicina allo sport per lo sport: noi di fatto siamo tutti militari ed ex militari, e ci dedichiamo a fare attività sportiva plurime – ha spiegato il tenente Suma, che ha poi concluso con una menzione particolare per gli Invictus Game di Tornonto di pochi mesi fa – Emozioni indescrivibili, in 15 atleti abbiamo ricevuto il tricolore italiano al Quirinale dal Presidente Mattarella, con cui abbiamo sfilato a Toronto tra delegazioni ben più numerose. La cosa che più mi ha colpito sicuramente l’affetto e l’attenzione verso noi italiani. La gente ci ha chiesto autografi come fossimo eroi. Anche a Tokio i giapponesi per noi italiani hanno mostrato una particolare simpatia».

Le foto di rito finali hanno consegnato ai due protagonisti sportivi il saluto ufficiale della Città bianca, assieme all’augurio di un 2018, come sempre, entusiasmante.

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