Alcol e giovani: il fenomeno del "Binge Drinking"

Sono sempre di più i giovani e giovanissimi che abusano di sostanze alcoliche. Consigli per evitare di cadere nella trappola dello sballo " a costo zero"

Salvatore Panza L'Angolo dello Psicologo
Ostuni - sabato 11 marzo 2017
© @web

Si beve per socializzare e stare in compagnia, ma spesso la regola è “sballarsi”, divertirsi e fare casino. Ecco un nuovo 'must' per i giovani che popolano le vie delle città il fine settimana. L’alcol viene utilizzato come mezzo utile per trasgredire. E’ più facile, infatti, da recuperare rispetto alle droghe, è socialmente più accettato, è sponsorizzato da continue campagne pubblicitarie che fanno apparire i protagonisti degli spot attraenti, disinibiti e alla moda. Il consumo di bevande alcoliche tra i giovani, purtroppo, è cambiato rispetto al passato. Oggi si parla di “Binge Drinking” riferendosi alla tendenza ad assumere grandi quantità di alcolici nel corso della stessa serata o comunque in un breve periodo di tempo con l’effetto di ubriacarsi. Scende vertiginosamente anche l’età in cui avviene il primo contatto con le bevande alcoliche: fin dai 10-11 anni. L’alcol, al pari delle altre droghe, offre all’adolescente (con un ancora fragile e frammentato senso di identità) una modalità immediata e apparentemente “a costo zero” di sperimentare sollievo, disinibizione e benessere, allontanandolo da problemi, insicurezze e sentimenti di inadeguatezza personali. Ma tutto questo è veramente a costo zero? Vediamo un po'.

Quali sono i pericoli diretti e indiretti dell'alcol?

Il consumo di alcol in adolescenza è dannoso perché agisce su un sistema nervoso che ha una particolare vulnerabilità agli agenti tossici. Fino ai 18-20 anni, infatti, il cervello è in una fase di sviluppo e formazione e dunque l’assunzione di alcol in questa fascia di età può compromettere questo processo e limitare il raggiungimento delle piene potenzialità cerebrali. In particolare, le più recenti scoperte ci dicono che viene danneggiata la Corteccia Prefrontale (quell’area del cervello deputata al controllo inibitorio, alla capacità di fermarsi prima di agire impulsivamente). Ragione per cui l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda la totale astensione dall’alcol almeno fino ai 15 anni. A ciò si aggiunga che bere alcol può avere effetti negativi sul fegato, sul pancreas, sul cuore, sulla capacità di giudizio e sulla memoria, in quanto il Binge Drinking nel medio termine può causare danni irreversibili all’ippocampo (una parte molto importante del nostro cervello deputata alla memoria). L’eccesso di alcol è inoltre alla base, come ci rammentano quotidianamente le cronache, di incidenti automobilistici, risse e omicidi.

Come si può intervenire?

Con la prevenzione. È stato dimostrato che il comportamento dei genitori e la loro assunzione di bevande alcoliche influenza i figli, tanto che i ragazzi che consumano alcolici e vivono in famiglie in cui si beve molto sono di più rispetto a quelli che vivono in famiglie in cui i genitori consumano modeste quantità di alcol o non bevono. Questi dati dovrebbero farci riflettere sul modello di vita che trasmettiamo ai nostri figli. E poi voglio rivolgermi direttamente a voi ragazzi: la migliore prevenzione la potete fare voi per voi stessi!! Le cellule nervose, sono le uniche cellule del nostro corpo che una volta perse non si rigenerano più: sappiate che ogni volta che vi “sballate” decidete deliberatamente di uccidere i vostri neuroni e di danneggiare in modo permanente le vostre abilità cognitive, la vostra intelligenza e la vostra felicità. A voi la scelta.

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