Chiostro gremito

Bagno di folla a Ostuni per Matteo Renzi

Grande partecipazione all'incontro con il segretario del Pd, che ha tenuto incollata la platea per quasi un'ora, raccontando la sua esperienza da premier e illustrando i progetti del Partito Democratico per il futuro

Politica
Ostuni sabato 23 settembre 2017
di Antonella Greco
Matteo Renzi a Ostuni
Matteo Renzi a Ostuni © Ostunilive

Matteo Renzi non è un personaggio politico da mezze misure; suscita negli altri odio o amore. Le sfumature di grigio, quando si tratta di lui,non sono contemplate.

Ieri sera a Ostuni, nel Chiostro di Palazzo San Francesco particolarmente gremito, l’ex premier e attuale segretario del Partito Democratico ha incontrato militanti e simpatizzanti- che hanno occupato i posti a sedere molto prima dell'inizio dell'incontro- tenendo banco per un’ora e toccando quasi tutti gli argomenti al centro dell’attuale dibattito politico.

Ad accogliere l'ex presidente del Consiglio, il gotha degli esponenti del Pd locale, dai parlamentari Salvatore Tomaselli, Nicola Latorre, Elisa Mariano e Alberto Losacco, ai sindaci di Fasano e Francavilla Fontana, Francesco Zaccaria e Maurizio Bruno, al consigliere regionale Fabiano Amati.

L’incontro, promosso e organizzato da Giovanni Epifani, presidente nazionale del Dipartimento Agricoltura del Pd, è cominciato con i saluti introduttivi di Silvestro Iaia, segretario del Pd ostunese e di Giuseppe Giannotti, componente della segreteria nazionale dei Giovani Democratici.

La politica non è insulto, la politica non è offendere gli altri”- questo l’incipit del lungo intervento di Matteo Renzi. Ad una voce dal pubblico che gridava :”la politica è inciucio”, Renzi ha ribattuto che invece “la politica può essere anche accordo, l’importante che richieda uno sforzo: quello di liberarsi delle falsità, delle cosiddette fake news”.

L'ex premier, con modalità da uomo politico comsumato, difende accoratamente le scelte politiche compiute nelle vesti di presidente del Consiglio e, nell’unico momento palese di dissenso, manifestato da una signora che tra il pubblico lo provocava accusandolo di non essere “di sinistra”, si difende sbandierando i valori di cui è portatore. “L’uomo di sinistra- afferma Renzi- non è quello che difende l’apparato ideologico, ma quello che si adopera per risolvere i problemi. la differenza tra chi e chi urla e chi fa politca è che chi urla insulta, chi fa politica risolve i problemi del Paese. Possono insultare quanto vogliono, noi rispondiamo con il sorriso".

Renzi analizza l’attuale panorama politico, passando da Matteo Salvini al Movimento 5 Stelle, imita Silvio Berlusconi e Maurizio Costanzo, scatenando l’ilarità e l'applauso della divertita platea.Il segretario del Pd illustra i dati Istat del 2015, che, a suo dire, “dimostrano come da allora inizia finalmente la parabola discendente del debito pubblico” e racconta uno dei momenti più emozionanti da premier quando, nel maggio del 2014, annunciò alla madre di Federico Motka, il cooperante italiano rapito dall’Isis in Siria nel 2013, la sua liberazione.

L’incontro si chiude con la citazione da una frase tratta dall’ultimo libro scritto da Renzi, “Avanti”, “la parola più importante è ‘potere’. La parola ‘potere’ è tabù. non va usata, meno che mai scritta. Devi apparire diverso da come ti descrivono, devi cambiare la tua narrazione.
In realtà qui l’unica cosa da cambiare è il signifcato del termine. perchè per me ‘potere’ non è un sostantivo. ‘Potere è un verbo”, uno dei verbi più belli. La politica ha il potere di cambiare le cose. Può rimettere in giorco l’Italia, può sbloccare ciò che è fermo da anni, può offrire un’opportunità a chi ha voglia di provarci”.



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