Migranti e solidarietà civile

Il regista Andrea Segre presenta a Ostuni il suo film "L'ordine delle cose"

Mercoledì 18 aprile allo Slow Cinema, Andrea Segre presenterà il suo ultimo film, presentato alla 74a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. In sala sarà presente il regista, che converserà con Tea Sisto

Cultura
Ostuni lunedì 16 aprile 2018
di La Redazione
Il regista Andrea Segre presenta a Ostuni il suo film
Il regista Andrea Segre presenta a Ostuni il suo film "L'ordine delle cose" © web

Mercoledì 18 aprile, alle 18.30, presso lo Slow Cinema di Ostuni verrà proiettato “L’ordine delle cose”, un lungometraggio che rappresenta un intenso viaggio attraverso le condizioni esistenziali di chi migra e di chi si ritrova a confrontarsi con il fenomeno delle migrazioni. Il film, diretto da Andrea Segre, è stato presentato lo scorso anno alla 74a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

L’evento, a cui sarà presente anche il regista del film, che sarà intervistato dalla giornalista Tea Sisto, è patrocinato dalla Provincia di Brindisi e dal Comune di Ostuni ed è stato organizzato da Bancaetica e Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, in collaborazione con AIFO-Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau, CSV Brindisi, MEIC di Ostuni, UNITRE di Ostuni, Associazione Migrantes di Brindisi, Associazione Salam di Taranto, La Maison de la Mode e abiti dal Mondo di Taranto.

Il film racconta la complessa ricerca interiore per trovare il giusto equilibrio tra razionalità e sentimento del protagonista, Corrado, interpretato da Giuseppe Battiston.
Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano, specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione irregolare. Il Governo lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l'Italia. La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile. Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione: mai conoscere nessun migrante, considerarli solo numeri. Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa.

Come tenere insieme la legge di Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? Corrado prova a cercare una risposta nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più intensa e si insinua pericolosa nell’ordine delle cose.

«Corrado e la sua storia –spiega Andrea Segre - raccontano questa crisi di identità. Ho cercato in lui, nel suo ordine e nella sua tensione emotiva, quelle della nostra civiltà e del nostro tempo. Sappiamo bene quanto stiamo abdicando ai nostri principi negando diritti e libertà a essere umani fuori dal nostro spazio, ma proviamo a non dircelo o addirittura a esserne fieri. È questa crisi che mi ha guidato eticamente ed esteticamente nel raccontare il mondo di Corrado, un mondo tanto rassicurante quanto inquietante».



Lascia il tuo commento
commenti