Dibattito a più voci sulla legalità

Catello Maresca e Sandro Ruotolo aprono il Magna Grecia Award Fest nella Città bianca

Il Museo civico ha fatto da cornice al primo dei sette appuntamenti dell’evento itinerante che ha portato a Ostuni due professionisti impegnati quotidianamente nel contrasto all’illegalità e alle organizzazioni mafiose

Cultura
Ostuni sabato 11 novembre 2017
di Paola Loparco
Catello Maresca e Sandro Ruotolo aprono il Magna Grecia Award Fest nella Città bianca
Catello Maresca e Sandro Ruotolo aprono il Magna Grecia Award Fest nella Città bianca © OstuniLive.it

Si è finalmente sollevato il sipario sull’atteso evento itinerante che si propone di celebrare le eccellenze italiane. Il Magna Grecia Award Fest è iniziato ufficialmente ieri, venerdì 10 novembre, in compagnia del magistrato Catello Maresca, noto per aver coordinato importanti indagini contro il clan dei Casalesi , diretto l’operazione per l’arresto del superlatitante Michele Zagaria e del giornalista Sandro Ruotolo, che da oltre quarant’anni lavora a inchieste di supporto all’attività giudiziaria, collaboratore RAI e delle più importati testate italiane, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali.

«Ostuni di solito ospita eventi di questo calibro in estate – dichiara il Sindaco Gianfranco Coppola durante la conferenza stampa di apertura, che si è tenuta a Palazzo San Francesco poco prima dell’incontro pubblico – sono perciò contento della destagionalizzazione dell’offerta culturale operata dal mio giovane assessore Vittorio Carparelli, attento alla qualità e pieno di voglia di fare. In Ostuni c’è un fermento intellettuale molto vivace e di questo sono fiero. Ulteriore motivo di orgoglio è per me poter accogliere due personalità che sono emblema di giustizia, trasparenza e legalità, valori di cui oggi c’è estremo bisogno».

«Portare la propria testimonianza in giro per il Paese – dichiara Catello Maresca – parlo per me, ma anche per Sandro Ruotolo che lo fa da molto più tempo di me, ritengo sia la cosa migliore che si possa fare per diffondere il senso civico, quella propensione al rispetto di regole fondamentali per una comunità sana e libera. In alcune realtà di disagio e di devianza è impossibile pensare a una vita alternativa, per questo noi abbiamo l’obbligo di uscire dal nostro ambito e dare un concreto contributo alla società, afflitta purtroppo da ben prima della formazione dello Stato nazionale, da diversi tipi di criminalità organizzata. La rivoluzione in questo caso non può partire dal basso: le istituzione hanno il dovere di intervenire e rendersi realmente presenti».

Il magistrato Maresca, tutt’ora sotto scorta, è autore di “Senso di marcia”, libro di cui si è discusso durante l’incontro al Museo di Civiltà Preclassiche, che racconta il viaggio di un giornalista alla ricerca di testimonianze e risposte nell’Italia delle mafie, da Napoli a Palmi, Catanzaro, Reggio Calabria, Gela, ma anche Milano. Un viaggio alla ricerca di testimoni diretti e autentici della lotta alla mafia, il cui obiettivo è quello di indicare la direzione che si dovrebbe intraprendere contro il malaffare e l’illegalità.

«Edoardo Anselmi, l’operatore di Nemo che ha filmato la violenza di Roberto Spada usata contro il giornalista Daniele Piervincenzi – spiega Sandro Ruotolo – ha compiuto un gesto straordinariamente eroico, che si traduce per tutti noi in una testimonianza fondamentale. Grazie a lui, al suo coraggio, tutti siamo rimasti scossi per la brutalità che pervade certi ambienti. Se la notizia non fosse stata data così, ma in quattro righe, avremmo continuato a sottovalutare forse il più grande problema che abbiamo. Raccontando la realtà si contribuisce a costruire nelle giovani generazioni il senso critico; il nostro Paese soffre perché non ne abbiamo, perché sussiste un’omologazione verso il basso, perché ciascun cittadino è sempre meno capace di discernere e pensare autonomamente. Ben venga il dissenso, il confronto e anche lo scontro, di cui c’è bisogno in un Paese che prevede il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. In una dimensione sana del liberismo, il giornalista è il “cane da guardiadella democrazia, mentre qui funziona al contrario e il ruolo del giornalista viene delegittimato e marginalizzato».

All’incontro ha preso parte inoltre il Questore di Brindisi Maurizio Masciopinto, l’imprenditore Licio Tamborrino e Giusy Santomanco, in qualità di coordinatrice di una nutrita delegazione di studenti provenienti da tutte le scuole ostunesi, che hanno interagito con gli ospiti. A presentare e mediare il dibattito del primo incontro targato Magna Grecia Awards Fest, il direttore artistico e scrittore tarantino Fabio Salvatore.

Il fitto programma dei “Racconti d'Inverno” proseguirà sabato 18 novembre con il giornalista Gianluigi Paragone, che racconterà il suo "GangBank", volume pubblicato da Piemme sul legame tra finanza e politica.

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