L'Arma

Evasione dai domiciliari, 33 arresti nei primi sei mesi del 2018

Il bilancio dell'attività del Comando provinciale dei Carabinieri di Brindisi

Cronaca
Ostuni mercoledì 11 luglio 2018
di La Redazione
Carabinieri in azione
Carabinieri in azione © n.c.

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Brindisi ha diffuso il bilancio riguardo alla specifica attività di contrasto al reato di evasione, nel primo semestre del 2018.

Da gennaio a giugno i militari hanno arrestato in flagranza 25 persone sottoposte agli arresti domiciliari e 8 persone sottoposte alla detenzione domiciliare, sorprese all’esterno del luogo di espiazione della misura, oppure non presenti all’atto del controllo operato dai Carabinieri.

Del reato di evasione previsto dall’articolo 385 del Codice penale risponde sia colui il quale "evade" dagli “arresti domiciliari” che dalla “detenzione domiciliare”, che sono due istituti giuridici differenti. Entrambe sono misure finalizzate a deflazionare la popolazione carceraria consentendo di espiare la pena anche tra le mura domestiche. Gli arresti domiciliari sono una misura cautelare personale coercitiva di natura "provvisoria", poiché l'assoggettato non è stato ancora condannato in maniera definitiva. Il soggetto sottoposto deve rispettare determinate regole stabilite dalla legge, in primo luogo c’è il divieto all’imputato di allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora ovvero da un luogo pubblico di cura o di assistenza dove è stato collocato. Inoltre il magistrato per la persona sottoposta agli arresti domiciliari può disporre altri divieti come ad esempio il divieto di utilizzare internet, il telefono, oppure di ricevere persone. Ci sono comunque dei casi in cui il magistrato può concedere all’arrestato domiciliare di allontanarsi dal luogo prestabilito: per essere sottoposto a visite mediche o a terapie, seguire programmi riabilitativi per i tossicodipendenti, svolgere una mansione lavorativa.

La detenzione domiciliare consente al soggetto condannato in maniera definitiva a una pena detentiva, di espiarla nella propria abitazione o in un altro idoneo luogo di privata dimora o in un luogo pubblico di cura e di assistenza. Pertanto, a differenza degli arresti domiciliari, che sono una misura cautelare “provvisoria”, la detenzione domiciliare è dunque un regime di espiazione della pena a cui vanno assoggettati coloro i quali sono stati condannati in maniera “definitiva”.

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