Militari in azione

Porto d'armi e oggetti a rischio, 34 denunce nei primi sei mesi del 2018

Il bilancio del Comando provinciale dei Carabinieri di Brindisi

Cronaca
Ostuni lunedì 09 luglio 2018
di La Redazione
Carabinieri in azione
Carabinieri in azione © n.c.

Trentaquattro persone denunciate. Questo il bilancio dei controlli condotti nel primo semestre dell’anno, dai reparti del Comando provinciale dei Carabinieri di Brindisi, sul rispetto della norma penale contemplata dall’art. 4 della legge n. 110 del 1975. Il testo recita che “senza giustificato motivo, non possono portarsi fuori dalla propria abitazione o delle appartenenze di essa tutta una serie di strumenti da punta e taglio atti ad offendere la persona”. Ovviamente l'aspetto fondamentale su cui si basa la valutazione degli organi accertatori è rappresentato dal "giustificato motivo", che si ha il dovere di riscontrare quando a seguito di perquisizione si rinvengono strumenti correlati all’attività del soggetto sottoposto a controllo.

Infatti, spiegano i Carabinieri, il macellaio che porta con sé la valigetta con i coltelli, il contadino che esce dalla masseria con una roncola, la falce, il boscaiolo con la scure, l'artigiano falegname fermato con il suo furgone con tutta l'attrezzatura e l'utensileria necessaria per la quotidiana attività, nonché lo sportivo con l'arco e la faretra per le frecce che si reca ad allenarsi, sono una serie di figure, alcune delle quali professionali, che utilizzano gli attrezzi indicati per espletare la propria attività professionale o sportiva, che non rischiano la denuncia. A caratterizzare lo scenario e a fornire la giusta chiave di lettura interviene, infatti, il "giustificato motivo" che rappresenta il discrimine, cioè ogni razionale motivazione la quale, in base alle circostanze di tempo, di luogo e di fatto, nonché alla figura della persona agente, all’attività che essa svolge e in base alla natura dell’oggetto rende credibile e verosimile che lo strumento o l’arma non vengano portati per scopi aggressivi.

I 34 soggetti denunciati nei primi sei mesi dell’anno dai Carabinieri sono stati trovati in possesso di un’ampia gamma di “strumenti atti ad offendere” che va dai coltelli a serramanico o a scatto, alle roncole, cesoie, machete, mazze da baseball, al manganello telescopico. Il giustificato motivo non ha trovato riscontri anche perché gli oggetti rinvenuti a seguito di perquisizione erano nascosti o indossati. Altra notazione riguarda gli orari, la fascia di età dei detentori e i loro precedenti penali. Si è riscontrato che, per quanto concerne gli orari del rinvenimento, predomina la fascia serale e notturna: si tratta soprattutto di persone non di età elevata, con prcedenti, senza attività lavorativa di natura stabile.

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