La richiesta della Procura

Per far assumere i parenti avrebbero truccato l'appalto: chiesto il processo per i cinque indagati

Dopo due anni di indagini, la Procura di Brindisi chiede il Processo per i cinque indagati, tra cui un ex dirigente una assistente sociale del Comune di Ostuni, che secondo le accuse avrebbero truccato una gara d'appalto

Cronaca
Ostuni martedì 13 febbraio 2018
di Antonella Greco
Per far assumere i parenti avrebbero truccato l'appalto: chiesto il processo per i cinque indagati
Per far assumere i parenti avrebbero truccato l'appalto: chiesto il processo per i cinque indagati © web

A conclusione delle indagini, la Procura di Brindisi ha chiesto il processo nei confronti delle cinque persone raggiunte, nel novembre 2016, dagli avvisi di garanzia notificati dalla Guardia di Finanza.

L’accusa nei confronti dei cinque riguardava il reato di “corruzione e turbata libertà degli incanti” riguardo una gara ad evidenza pubblica bandita dal Comune di Ostuni nel 2015, che ammontava a un milione di euro spalmati in cinque anni, per l’affidamento in gestione del centro diurno socio-educativo “Il volo di Icaro”. L'inchiesta della Guardia di Finanza era partita in seguito a un esposto presentato in Procura dal sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, che raccontò di aver ricevuto una lettera anonima, consegnata nelle mani della Guardia di Finanza, che riferiva del presunto imbroglio.

Secondo le accuse, due dei cinque indagati, un ex dirigente del settore Servizi Sociali ed educativi” del Comune di Ostuni e una assistente sociale avrebbero “alterato fraudolentemente lo svolgimento della gara ad evidenza pubblica" al fine di penalizzare una Cooperativa sociale a vantaggio di un’altra (Cooperativa “Libera”) per favorire l’assunzione di due loro congiunti, rispettivamente il figlio del dirigente e la sorella dell’assistente sociale.

Adesso la Procura di Brindisi, a conclusione dell’inchiesta, nella quale sono inoltre confluite intercettazioni ambientali e telefoniche, ha chiesto il processo per i cinque indagati: Antonio Minna, ex dirigente del Settore “Politiche Socio-Educative” del Comune di Ostuni, Rosanna Danese, assistente sociale, Giovanni Spennati, amministratore unico della Cooperativa sociale “Libera”, Paride Minna e Grazia Danese.

I cinque, si legge nel capo d’imputazione, avrebbero agito “in concorso fra loro ed in esecuzione di un accordo corruttivo”. Nella gara d’appalto finita sotto la lente d’ingrandimento della Guardia della Finanza e della Procura di Brindisi, Antonio Minna ricopriva il ruolo di presidente della Commissione aggiudicatrice, mentre Rosanna Danese era membro della Commissione in qualità di componente esperto”.

Anche l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), informata nel 2016 della vicenda, condivise tutte le risultanze operative contestate, che adesso dovranno essere discusse all’interno di un processo.

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