Operazione "Bonnie e Clyde"

Tentò di uccidere l'amante della moglie: custodia cautelare in carcere per un pregiudicato ostunese

Nell'ambito dell'operazione "Bonnie e Clyde", un pluripregiudicato ostunese è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere per aver tentato di uccidere l'amante della moglie. Lei è indagata a piede libero

Cronaca
Ostuni venerdì 14 luglio 2017
di La Redazione
Tentò di uccidere l'amante della moglie: custodia cautelare in carcere per un pregiudicato ostunese © @n.c.

Un pluripregiudicato ostunese, Matteo Lacorte, ha ricevuto nel carcere di Lecce, dove è attualmente detenuto, una Ordinanza di custodia cautelare, nell’ambito dell’operazione denominata “Bonnie e Clyde, nella quale è indagata a piede libero anche la moglie del pregiudicato.

I fatti risalgono al 2011, quando un giovane fruttivendolo oostunese, mentre era intento a sgomberare la bancarella del mercato rionale in cui si trovava, venne colpito da vari colpi di pistola sparati da un un individuo coperto da un casco da motociclista integrale, per non farsi riconoscere. Le attività di indagine della Polizia portarono a riscontrare che l’autore della sparatoria poteva essere Matteo Lacorte, per motivi passionali, in quanto la moglie, mentre lui si trovava in carcere,l’avrebbe tradito con il giovane.

Qualche giorno dopo il pluripregiudicato veniva sorpreso in un’abitazione di campagna, in contrada Tamburroni. In quell’occasione gli fu notificato un Ordine di esecuzione SIEP 138/2011, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari, per cui lo stesso avrebbe dovuto espiare la pena di sette anni, tre mesi e dodici giorni di reclusione.

La perquisizione effettuata all’epoca nell'abitazione di contrada Tamburroni, permise di rinvenire e sottoporre a sequestro, oltre a 4 grammi di hashish, un coltello a serramanico e una pistola Beretta cal. 7,65, risultata rubata, con relativo caricatore contenente 10 cartucce dello stesso calibro, che era stata nascosta nel vano di un forno a legna in costruzione.

In quell’occasione il Lacorte era stato condotto in carcere, sia in esecuzione del predetto Ordine di Esecuzione, sia perché ritenuto responsabile di ricettazione e detenzione di arma comune da sparo e relativo munizionamento; ed ancora, perché ritenuto responsabile di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish.

La prosecuzione dell’attività investigativa nei confronti di Matteo Lacorte, ha permesso di acclarare la sua ulteriore responsabilità penale in merito ad altri fatti reato di inaudita gravità, tra cui, tra gli altri, il tentato omicidio, avvenuto nel 2006, ai danni di uno zio materno, colpevole, a suo dire, di avergli rubato una moto Quad.L’ultimo episodio criminoso di cui Lacorte si è reso responsabile risale al 1° maggio scorso quando, in presso la Comuntà “Airone Onlus” di Trepuzzi, dove era stato affidato in prova dal Tribunale di Sorveglianza di Potenza, aveva accoltellato un altro ospite per futili motivi. Per questa ragione era stato tratto in arresto per tentato omicidio aggravato e condotto nella Casa circondariale di lecce, dove gli è stato adesso notificata l’Ordinanza di custodia cautelare.

L’indagine condotta dalla Polizia di Stato, sotto il magistrale coordinamento dell’Autorità giudiziaria brindisina, ha permesso di fare luce su diverse vicende gravi e altamente pericolose, assicurando i responsabili alle maglie della giustizia.

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