Triste primato

Puglia, bandiera nera per abbadono illegale dei rifiuti: Coldiretti lancia l'allarme

La Puglia è al primo posto per il numero di rifiuti illegalmente abbandonati nelle campagne. Ad affermarlo, uno studio dell'Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare commissionato da Coldiretti

Attualità
Ostuni giovedì 11 gennaio 2018
di Antonella Greco
Puglia, bandiera nera per abbandono illegale dei rifiuti: Coldiretti lancia l'allarme
Puglia, bandiera nera per abbandono illegale dei rifiuti: Coldiretti lancia l'allarme © OstuniLive.it

Tante volte abbiamo raccontato ai nostri lettori l’inciviltà che conduce a non rispettare le norme del vivere civile e della raccolta differenziata, portando costantemente le forze dell’ordine a bonificare numerose discariche abusive scoperte in tutta la provincia di Brindisi. Tramite il nostro servizio di segnalazioni via WhatsApp, moltissimi lettori ci hanno inviato fotografie di zone dove la natura veniva brutalmente inquinata da qualsiasi tipo di rifiuto, abbandonato da gente senza scrupoli, incurante dello sfregio ambientale di cui si rende responsabile.

Qualche giorno fa, i dati di uno studio nazionale promosso da Coldiretti e condotto dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, hanno dimostrato che la Puglia si piazza al primo posto nella classifica nazionale dello smaltimento illecito dei rifiuti, con il 28,7 per cento delle infrazioni accertate.

«Le campagne pugliesi-denuncia Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia- stanno diventando delle discariche a cielo aperto e purtroppo ci troviamo di fronte ad un fenomeno grave ed in escalation, dove a sversare rifiuti di ogni genere non sono più soltanto i gruppi criminali, ma anche residenti che scaricano nelle aree rurali ogni genere di rifiuto, senza il minimo rispetto della proprietà privata degli agricoltori e arrecando un danno ambientale e di immagine incalcolabile».

E’ tristemente noto come lo smaltimento illegale dei rifiuti sia diventata una delle principali attività delle agromafie che, nel 2017 ha sviluppato un business criminale di 21,8 miliardi di euro, con una crescita del 30 per cento rispetto all’anno precedente. Secondo il rapporto stilato dall’Osservatorio, sulla base degli accertamenti della magistratura, negli ultimi venti anni in Puglia sono stati sversati, tombati o bruciati rifiuti di ogni genere. Anche a Ostuni, negli ultimi anni, sono state numerose le scoperte da parte delle forze dell'ordine di aree agricole trasformate in discariche a cielo aperto; in alcune è stato rinvenuto anche materiale pericoloso come amianto, vecchi frigoriferi, parti smontate di autoveicoli e batterie esauste. Gli ultimi controlli effettuati nel mese di dicembre dai Carabinieri Forestali nell'intera provincia di Brindisi, hanno portato alla luce 23 siti interessati dall'abbandono illecito di rifiuti, che sono stati in seguito sottoposti a bonifica.

«Nel 2015 la Regione Puglia ha pubblicato un bando a favore dei Comuni – ricorda Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – che aiutava le amministrazioni comunali nell’attività di rimozione e smaltimento di rifiuti illecitamente abbandonati su aree pubbliche, soprattutto in campagna. Sarebbe opportuno che ci fossero altri provvedimenti in tale direzione, perché gli agricoltori non possono restare sommersi dai rifiuti. Così come chiediamo che venga potenziato il controllo su territori assai vasti da parte della Polizia Municipale dei differenti Comuni, dove il fenomeno è particolarmente allarmante».




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I commenti degli utenti
  • Maurizio Zanoni ha scritto il 15 gennaio 2018 alle 18:27 :

    Ma guarda, finalmente si sono accorti tutti che la bellissima Puglia, tanto pubblicizzata e tanto visitata (giustamente) è diventata una discarica a cielo aperto. Quante volte vi ho scritto su questo argomento? Tolleranza zero per chi lascia immondizie in giro e telecamere ovunque, altrimenti in Puglia rimarranno solo i pugliesi e allora, tra Xilella e immondizie, sarà dura riprendersi. Grazie per l'attenzione e buon lavoro. Rispondi a Maurizio Zanoni