Aggiornamento della normativa

Caccia, cosa è cambiato con la nuova legge regionale: multe salate per i trasgressori

Norme severe e multe salate per i trasgressori delle norme previste nella nuova legge regionale sull'attività venatoria, entrata in vigore nello scorso dicembre. La legge ha sostituito la vecchia normativa del 1998

Attualità
Ostuni mercoledì 10 gennaio 2018
di La Redazione
Caccia, cosa è cambiato con la nuova legge regionale: multe salate per i trasgressori
Caccia, cosa è cambiato con la nuova legge regionale: multe salate per i trasgressori © n.c.

Il prossimo 31 gennaio si concluderà la stagione venatoria, la prima che ha visto entrare in atto la nuova legge regionale in materia di caccia, approvata lo scorso 5 dicembre.

La nuova normativa è la n° 59/2017, recante “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma, per la tutela a la programmazione delle risorse faunistico-alimentari e per il prelievo venatorio”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 144 supplemento del 21-12-2017 e disponibile sul sito della Regione Puglia. Essa sostituisce la norma precedente- la legge regionale 27/1998- e fissa rispetto ad essa alcune importanti novità.

Fra queste, si ricorda il divieto di cacciare negli oliveti in forma di rastrello a partire dal numero minimo di due cacciatori, che è stato anticipato al 15 ottobre (la violazione di detta norma è punita con una sanzione da 250 euro), nonché l’estensione del divieto di effettuazione di caccia mediante “appostamento, in qualsiasi forma”, oltre che al Beccaccino, anche alla Beccaccia (qui la violazione è soggetta ad una sanzione di 500 euro).

L’importo delle altre sanzioni amministrative che erano già previste dalla legge regionale 27/98, rideterminato in euro, non ha subito modifiche degne di nota. La recente operazione condotta dai Carabinieri Forestali di Ostuni, i quali nel corso di un servizio di controllo dell’attività venatoria, hanno rinvenuto nel carniere di un cacciatore un esemplare (merlo) appartenente ad una specie considerata cacciabile fino al 31 dicembre (ma protetta successivamente a tale data), costituisce poi lo spunto ribadire alcuni concetti essenziali ai fini di un corretto esercizio dell’attività venatoria.

Il fatto che una determinata specie sia inserita fra quelle considerate “cacciabili” ai sensi della normativa vigente in campo venatorio, non significa che detta specie possa essere considerata cacciabile sempre e comunque. Al di fuori dell’arco temporale ben definito, all’interno della stagione venatoria, in cui detta specie è cacciabile, il suo abbattimento si configura infatti come l’abbattimento di una specie protetta e come tale viene trattato. I periodi in cui è possibile l’abbattimento delle singole specie oggetto di caccia sono quelli fissati nel calendario venatorio regionale e la loro inosservanza comporta un illecito di natura penale. L’episodio prima menzionato ha infatti comportato la denuncia del cacciatore ed il contestuale sequestro della selvaggina abbattuta e dei mezzi di caccia.




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