A difesa dell’ambiente marino

Il Comune di Ostuni si schiera contro le trivelle della Global Petroleum Limited

Con una delibera di giunta l’ente comunale decide di impugnare i decreti ministeriali di compatibilità ambientale emessi a favore del gruppo australiano, pronto a effettuare indagini lungo la costa adriatica

Attualità
Ostuni venerdì 10 novembre 2017
di La Redazione
Il Comune di Ostuni si schiera contro le trivelle della Global Petroleum Limited
Il Comune di Ostuni si schiera contro le trivelle della Global Petroleum Limited © web

Bloccare le prospezioni geofisiche in mare. Questo l’intento del Comune di Ostuni e di tanti altri comuni italiani che insistono sui 750 Km di costa adriatica, lungo i quali una nuova società, l’australiana Global Petroleum Limited, ha intenzione di verificare la presenza di idrocarburi.

La Giunta comunale ostunese il 20 ottobre scorso ha approvato, su indirizzo dell’Ufficio Legale, una delibera in cui manifesta la volontà di opporsi ai due decreti ministeriali che consentirebbero alla società australiana di effettuare indagini lungo la costa attraverso l’uso invasivo di airgun e rilevamento sismico 2 e 3D.

In linea con Regione Puglia, che ha già formulato parere negativo circa il nuovo intervento di indagine geosismica, il Comune di Ostuni intende partecipare assieme ad altri Comuni costieri hanno manifestato l’intenzione di intraprendere congiuntamente ogni più opportuna iniziativa legale per opporsi all’attuazione delle nuove e ulteriori disposizioni ministeriali.

A condurre la battaglia legale congiunta sarà il Prof. Enzo Di Salvatore (Università di Teramo), illustre referente della comunità scientifica nazionale, che presterà la sua consulenza a titolo gratuito, affiancato dall’Avv. Paolo Colasante del Foro di Roma, professionista di comprovata preparazione ed esperienza in materia, unitamente all’avv. Alfredo Tanzarella, dirigente dell’Avvocatura comunale ostunese.

Ogni comune aderente riconoscerà all’avv. Colasante un onorario di circa 1000 euro, oltre a versare la propria quota per il raggiungimento della somma di 1500 euro come contributo unificato e a copertura delle spese di notifica. In questo modo i Comuni che aderiscono alla class action cercheranno di scongiurare un ulteriore intervento a scapito del delicato e già compromesso ecosistema marino del versante adriatico.

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