Quando la fame arriva

Bear Burger delizia i palati degli “orsi” più affamati della Città bianca

Hamburger così grandi da mangiare con due mani, patatine di ogni forma e una vasta selezione di salse e condimenti, rendono Bear Burger il tempio degli amanti dello street food internazionale

Attualità
Ostuni sabato 04 novembre 2017
di Salvatore Galizia
Bear Burger delizia i palati degli “orsi” più affamati della Città bianca
Bear Burger delizia i palati degli “orsi” più affamati della Città bianca © Salvatore Galizia

La particolarità dello street food arricchita dalla qualità dei prodotti del territorio. Il sogno nel cassetto di Felice Lablonda si è materializzato due anni fa nella realtà di Bear Burger, un angolo di paradiso nella centralissima Via Giovanni XXIII, di cui è facile finire ostaggio dopo essere stati presi per la gola.

Niente è dato per scontato in questo progetto: le carni che compongono gli hamburger provengono dalla rinomata Cisternino, le verdure da un’azienda agricola di Fasano e le patate nostrane si declinano nella tipica ricetta olandese. Chiunque nella Città bianca sia stato improvvisamente colto da una incontenibile “fame da orso”, sa che Bear Burger rappresenta un indiscutibile punto di riferimento per una cena o una pausa pranzo alternativa.

«Siamo partiti all’idea di un locale che servisse una grande varietà di patate fritte, a cui si è prontamente affiancato l’hamburger, a coronamento di quel progetto imprenditoriale che avevo in mente: creare un locale di street burger curato e con una personalità distintiva – racconta Felice Lablonda, quarantenne ostunese affiancato dalle doti culinarie di Giovanna Moro, giovane ragazza diplomata nel settore alberghiero che cura minuziosamente l’angolo cottura.

Hamburger e patatine sono prodotti talvolta etichettati sbrigativamente nell’immaginario collettivo come poco genuini, indirizzati ad un target perlopiù giovanile: «I ragazzi - specifica Felice Lablonda - sono stati i primi affezionati frequentatori. L’obiettivo era anzitutto quello di entrare in contatto con la clientela puntando sulla genuinità e sulla freschezza dei nostri prodotti, e questo alla lunga ci ha permesso di creare un filo diretto anche con una più ampia fascia di consumatori».

«Partendo da un’accurata scelta delle materie prime, una serie di ricerche e di esperimenti ci hanno portato, assieme e grazie alla competente collaborazione del Panificio Greco, alla ricetta migliore per il bun, il tipico panino americano, uno dei nostri cavalli di battaglia, sfornato e servito tutti i giorni, all’interno di un menù che oltre ai canonici hamburger può contare sulle varianti blackangus, chianina e podolica».

A questo tripudio di sapori si accompagna l’amletico dubbio sulla scelta tra le oltre quindici salse che guarniscono gli innumerevoli tagli di patate fritte.

Quando la fame da lupi viene sostituita da un appetito da... Orsi: «Con l’idea di dare vita a un vero e proprio brand, abbiamo studiato un’immagine capace di comunicare con la clientela “dalla fame imponente”, che serviamo qui oppure a domicilio. Siamo presenti su Just Eat e a disposizione di chiunque ci voglia raggiungere telefonicamente. Chi ci conosce sa inoltre di poter fruire dei nostri “premi fedeltà”, degli sconti per le famiglie e di chi interagisce con i nostri profili social, su tutti la pagina Facebook».

Nulla, ma proprio nulla insomma è lasciato al caso, nemmeno le indicazioni su come mangiare il panino, in bella mostra tra le orme dell’orso, sulle pareti del Bear Burger: «anche l’occhio vuole la sua parte, via le posate, usa entrambe le mani perché sporcarle non è certo un delitto».

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