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Ospedale, incontro con Giancarlo Ruscitti: le istanze dei cittadini e le risposte di un tecnico

Si è tenuto ieri pomeriggio, presso l'Auditorium della Biblioteca Comunale, il tavolo tecnico tra il Direttore del Dipartimento Salute della Regione e i cittadini di Ostuni, che si ribellano al declassamento del loro ospedale

Attualità
Ostuni domenica 19 marzo 2017
di Antonella Greco
Ospedale, incontro con Giancarlo Ruscitti: le istanze dei cittadini e le risposte di un tecnico
Ospedale, incontro con Giancarlo Ruscitti: le istanze dei cittadini e le risposte di un tecnico © OstuniLive.it

Da una parte le istanze e l’indignazione di una popolazione, che non ci sta a veder declassato il proprio presidio ospedaliero, perdendo reparti fondamentali come Pediatria e Cardiologia, dall’altra parte le esigenze concrete e i dati incontrovertibili della spesa sanitaria pubblica  che deve fare i conti con le precise richieste imposte dallo Stato.

Ieri pomeriggio, sabato 18 marzo, nell’Auditorium della Biblioteca Comunale, il Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, ha incontrato i cittadini di Ostuni in un incontro organizzato dal “Comitato per il futuro della salute nel territorio Nord Brindisino” e realizzato grazie alla mediazione di Claudio Santoro, membro di Sinistra Italiana. L'incontro è solo l'ultima tappa di una battaglia che i cittadini ostunesi, insieme ai Comitati dei paesi limitrofi nati per difendere i propri presidi ospedalieri, tra cui quello di Ceglie Messapica, presente anche all'incontro di ieri, stanno portando avanti. L'oggetto del contendere è il nuovo Piano di Riordino Ospedaliero, attuato con la Delibera di Giunta regionale n.301 del 17 febbraio scorso che ha portato, lo scorso 22 febbraio, al blocco dei ricoveri e alla conseguente chiusura dei reparti di Pediatria e Cardiologia del nosocomio ostunese.

Al tavolo dei relatori, oltre al direttore Ruscitti, il sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, Giuseppe Lacorte, medico e responsabile sanità Cisl Fp, Giovanni Amati, presidente del Comitato, Alfredo Tanzarella, dirigente dell’Ufficio Legale del Comune di Ostuni, ed Elio Spennati, medico cardiologo e consigliere comunale. A moderare l’incontro la giornalista Agata Scarafilo, che ha introdotto il dibattito ricordando alcuni articoli della Costituzione, tra cui l’articolo 17, che fa riferimento al diritto dei cittadini potersi riunire ed esporre il proprio pensiero e l’articolo 32, che tutela il diritto alla salute. Scopo principale dell’incontro, la consegna a Giancarlo Ruscitti di un documento scritto dal Comitato, coadiuvato da un gruppo di tecnici, tra medici e legali.

Ad entrare subito nel vivo della discussone è il sindaco Coppola che nel suo saluto iniziale lancia "un grido di dolore perché la provincia di Brindisi e Ostuni è indubbiamente la più penalizzata dal Piano Ospedaliero della regione Puglia”.

Si comincia dalla relazione di Giuseppe Lacorte, uno dei tecnici ad aver collaborato alla stesura del documento, in cui vengono illustrate quelle che possono essere definite le attuali disfunzioni del sistema sanitario del nord brindisino. “A Ostuni si è andato a chiudere un reparto perfetto come quello di Pediatria- entra subito nel vivo Lacorte. Perfetto non solo perché ristrutturato da poco e quindi ha i requisiti logistici-alberghieri di cui i cittadini hanno bisogno, ma perché dava ottimi risultati. Si è deciso di spostare il reparto di Pediatria a Francavilla che, al momento, non ha quelle caratteristiche che invece sono indispensabili ai pazienti”. Un altro ricco interevento tecnico è stato quello di Elio Spennati, che ha ricostruito puntigliosamente l’analisi della situazione attuale, con particolare riguardo ai reparti di Cardiologia nella provincia di Brindisi.

Le domande che sono emerse nel corso del lungo incontro, sono pressoché le stesse: perch, per esempio, è la provincia BAT è riuscita  conservare tutti i reparti di Pediatria, nonostante sia geograficamente e demograficamente più piccola della provincia di Brindisi e perché riesce ad avere 44 posti letto mentre in provincia di Brindisi se ne contano solo 36? Ma la domanda principale che è emersa prepotentemente più volte, illustrata con dati alla mano da Alfredo Tanzarella, è questa: come mai si sono spesi più di tre milioni di euro per costruire la nuova piastra di ampliamento dell’Ospedale di Ostuni, proprio quell'ospedale che il Piano di Riordino ha deciso di declassare? E’ una contraddizione in termini, insieme alla sperequazione dei posti letto di Brindisi paragonati a quelli delle altre province pugliesi e al dato incontrovertibile che vede la popolazione di Ostuni quadruplicare nel periodo estivo, con la conseguente esigenza di avvalersi un presidio ospedaliero efficiente che sappia far fronte alle emergenze.

Quando Giancarlo Ruscitti, prende la parola, fa subito una premessa: “Io sono un tecnico, non un politico, perciò risponderò esclusivamente ai quesiti tecnici”. Tanti i dati statistici illustrati dal Direttore del Dipartimento Regionale, ad avallare scelte che sembrano sulla carta inevitabili, ma che messe in pratica mortificano la cittadinanza e il bisogno di tutela della salute pubblica. L’invecchiamento crescente della popolazione, il bisogno di incrementare i reparti di riabilitazione, il decrescere del tasso di natalità; questi gli argomenti che Ruscitti elenca nel suo intervento, al termine del quale è emerso lo sfogo del sindaco Coppola, che ha ribadito, energicamente, come la questione della nuova piastra in costruzione da anni, per cui il Comune sta predisponendo il ricorso alla Corte dei Conti, sia esplicativa di un situazione paradossale che riguarda Ostuni e il suo nosocomio, che dovrebbe “essere trattato alla stessa stregua degli ospedali di Martina Franca e Grottaglie,  per i quali si è deciso di non procedere ad alcun ridimensionamento finché non sarà pronto l'Ospedale di Taranto San Cataldo”.

L’incontro si è concluso con la consegna nelle mani di Ruscitti del documento a firma del Comitato, nel quale, ricorda Giovanni Amati “si chiede che, entro il 6 aprile, venga data una risposta alla richiesta della riapertura dei reparti di Pediatria e Chirurgia, finché non venga realizzato il grande ospedale di Monopoli-Fasano e finché non vengano adeguati i posti letto e la qualità del servizio negli ospedali del territorio brindisino. Questa è la nostra richiesta e la nostra preghiera”.

La speranza dei cittadini ostunesi e del Comitato è che lo spiraglio lasciato intravedere da Giancarlo Ruscitti nell’ultima parte del suo intervento, quando ha affermato che “il Piano di Riordino Ospedaliero non è alla stregua dei piani quinquennali dell’Urss che non prevedevano variazioni, ma è suscettibile di cambiamenti, laddove ci accorgiamo di dover aggiustare il tiro”, possa diventare presto realtà.

 

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