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Ostuni - venerdì 18 marzo 2016 Cronaca

La voce dei familiari

Parla la famiglia Schettini: “Basta strumentalizzazioni. Solo verità sulla morte di Alessandro”

Raccolta dignitosamente nel suo dolore, la famiglia Schettini ha voluto rilasciare una dichiarazione ufficiale in cui ringrazia per la vicinanza le istituzioni, la Marina Militare e la comunità ostunese e chiede verità sull'incidente

Parla la famiglia Schettini: "Solo verità sulla morte di Alessandro" © web
di Antonella Greco

La famiglia Schettini piange il suo Alessandro raccolta in un dolore composto e dignitoso, nell’attesa di poter dare l’ultimo saluto al giovane militare ostunese, che ha perso la vita martedì 15 marzo durante un’esercitazione della Marina Militare.

La salma del giovane Alessandro si trova ancora all’obitorio dell’Ospedale di Manduria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa che venga effettuata l’autopsia. Soltanto dopo aver effettuato l’esame autoptico il corpo verrà restituito alla famiglia e saranno celebrati i funerali solenni che  tutta la comunità ostunese attende per omaggiare Alessandro.

I familiari del giovane sottocapo della Marina Militare  aspettano, più di ogni altra cosa, di conoscere la verità su quanto accaduto durante quella fatale esercitazione.

Eugenio, fratello di Alessandro, come rappresentante della famiglia, a nome di papà Roberto, della sorella Angela e del fratello Antonio, ha voluto rilasciare una dichiarazione ufficiale ai nostri microfoni.

Vogliamo ringraziare- afferma Eugenio Schettini- tutti coloro che ci sono stati vicini, a cominciare dal primo cittadino di Ostuni, Gianfranco Coppola, a tutta la comunità ostunese che continua a farci sentire tutto il suo affetto. Un particolare ringraziamento va alla Marina Militare, di ogni ordine e grado, che continua a starci accanto offrendoci tutto il suo sostegno e supporto. La nostra famiglia confida nel lavoro della dottoressa Ida Perrone, titolare del fascicolo aperto dalla Procura di Taranto sulla morte di Alessandro. Siamo pienamente fiduciosi nel lavoro della magistratura e tutto ciò che chiediamo è di sapere la verità, affinché quello che è successo ad Alessandro non succeda mai più a nessun altro. Non condividiamo nella maniera più assoluta- continua Eugenio- qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica né personale sulla morte di mio fratello, né a mezzo stampa né sui social. Chiediamo, anzi, il massimo riserbo affinché la magistratura possa indagare sull’accaduto con serenità e lucidità, unitamente ai nostri avvocati, Giuliano Calabrese e Fabrizio Anglani.
 

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